Il 24 marzo 2026 sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida AgID sull’accessibilità digitale, firmate il 4 marzo dal direttore dell’agenzia. Con questa pubblicazione, l’Italia dispone finalmente del quadro normativo operativo per l’applicazione del Decreto Legislativo 82/2022, che recepisce l’European Accessibility Act nell’ordinamento italiano.
Se la tua azienda opera in Italia o presta servizi digitali a utenti italiani, questo articolo ti spiega cosa stabiliscono queste linee guida, a quali servizi si applicano e da dove iniziare. In un contesto in cui l’accessibilità digitale fa già parte della conformità normativa e della qualità del servizio, comprendere la portata delle linee guida AgID è fondamentale.
1. Cosa stabiliscono le linee guida AgID sull’accessibilità per i prestatori di servizi
Le linee guida articolano due principi operativi fondamentali che devono guidare qualsiasi organizzazione che progetta o gestisce servizi digitali:
- Accessibilità by default: tutti i servizi digitali e i prodotti ICT devono essere accessibili fin dalla prima versione, senza richiedere configurazioni aggiuntive da parte dell’utente.
- Accessibilità by design: l’accessibilità deve essere integrata fin dalla fase di progettazione e sviluppo del servizio o prodotto, includendo test, documentazione e valutazione continua durante tutto il suo ciclo di vita.
Le linee guida definiscono inoltre un deliverable tecnico obbligatorio: un rapporto tecnico di accessibilità che deve includere i risultati dell’audit, i test automatici e manuali, le evidenze di conformità, il monitoraggio delle correzioni apportate e le indicazioni su come mantenere la conformità nelle versioni future o in caso di modifiche al servizio.
Un aspetto burocratico rilevante è che le verifiche di accessibilità devono essere conservate come evidenza documentale. Le linee guida pubblicate dall’AgID rafforzano la necessità di una tracciabilità formale del processo, elemento che ha un impatto organizzativo e di costi che le aziende devono considerare nella pianificazione della propria strategia di compliance in materia di accessibilità digitale in Italia.
Le linee guida vietano inoltre l’uso di accessibility overlay come soluzione strutturale,sono ammessi solo in via temporanea e con audit documentato, e proibiscono qualsiasi tecnica di tracciamento (cookie di terze parti, fingerprinting, pixel) che possa rilevare l’utilizzo di tecnologie assistive, per espressa indicazione del Garante per la Protezione dei Dati Personali italiano (GPDP).
2. A quali servizi si applicano le regole AgID sull’accessibilità digitale
Il Decreto Legislativo 82/2022 amplia significativamente il perimetro della normativa sull’accessibilità in Italia rispetto al quadro precedente. Con la trasposizione dell’European Accessibility Act in Italia, gli obblighi si estendono a praticamente tutte le aziende, fatta eccezione per le microimprese, con le esenzioni previste dalla norma, che offrano determinati prodotti o servizi digitali.
I settori coperti includono:
- Commercio elettronico (vendita di prodotti o servizi a distanza mediante contratto elettronico).
- Servizi bancari e finanziari.
- Trasporto passeggeri (acquisto di biglietti, informazioni di viaggio).
- Servizi di comunicazione elettronica.
- Servizi di media audiovisivi.
- Libri elettronici e software di lettura.
- Terminali self-service.
Un aspetto fondamentale è che la normativa non riguarda solo siti web o applicazioni mobile: esige l’accessibilità del servizio digitale nella sua interezza, inteso come il customer journey nella sua totalità.
Ciò include, ad esempio, i locker per il ritiro dei pacchi, i siti di tracciamento delle spedizioni o i processi di firma elettronica associati a un servizio online. Per approfondire le implicazioni per le imprese private in Italia, ti invitiamo a consultare la nostra guida dedicata.
3. Obiettivi di accessibilità AgID e approccio by design: da dove iniziare
L’approccio proposto dalle linee guida, e che Tech4access raccomanda ai propri clienti, si articola in tre pilastri:
Sistemi: verificare, prioritizzare e monitorare
Il primo passo è effettuare un assessment di accessibilità del servizio digitale. È importante tenere presente che le verifiche automatiche non coprono tutti i criteri: le revisioni manuali rimangono indispensabili per raggiungere una conformità reale con la UNI CEI EN 301 549.
A partire dalla diagnosi, si definiscono le priorità in base all’impatto sull’utente e si stabilisce un piano di correzione. Si implementa infine un sistema di monitoraggio continuo per mantenere la conformità in caso di aggiornamenti o modifiche.
Persone: formazione e sviluppo del team
L’accessibilità sostenibile richiede che il team che progetta e sviluppa disponga delle competenze necessarie.
Ciò implica mappare le competenze esistenti in materia di design accessibile, sviluppo accessibile e accessibilità dei documenti digitali; colmare i gap con formazione specifica; e standardizzare risorse interne, checklist, guide e template, affinché l’accessibilità diventi parte del processo produttivo ordinario.
Organizzazione: governance e istituzionalizzazione
Senza una governance chiara, l’accessibilità tende a passare in secondo piano. Questo richiede definire ruoli e responsabilità, stabilire processi end-to-end che anticipino l’accessibilità fin dalla fase di progettazione e costruire un modello di controllo qualità integrato che riduca il costo degli interventi tardivi.
È anche la logica alla base del Servizio Integrato di Accessibilità digitale (SIA®): trasformare l’accessibilità in un processo stabile, misurabile e sostenuto nel tempo.
4. Come dimostrare la conformità con documentazione e verifiche
Le linee guida AgID stabiliscono che, in caso di attività ispettiva, l’azienda dovrà presentare documentazione che attesti le proprie verifiche di accessibilità. Questa documentazione deve essere formalizzata secondo i requisiti definiti dal quadro normativo italiano e conservare evidenza sufficiente del processo di verifica.
Il riferimento tecnico per le verifiche è la norma UNI CEI EN 301 549, che incorpora le WCAG come parte centrale dei suoi requisiti. La versione 3.2.1, con riferimento alle WCAG 2.1 livello AA, rimane il quadro armonizzato vigente nell’UE.
L’ETSI (European Telecommunications Standards Institute) prevede di pubblicare la versione 4.1.1 nel luglio 2026, con enforcement europeo effettivo a novembre 2026, momento in cui lo standard di riferimento per il web passerà alle WCAG 2.2 livello AA. Per approfondire le novità introdotte dalle WCAG 2.2, consulta il nostro articolo dedicato.
4.1. Dichiarazione di accessibilità AgID: quando serve e quali informazioni preparare
Per i servizi privati soggetti all’EAA, la dichiarazione di accessibilità AgID non si configura negli stessi termini del settore pubblico regolato dalla Legge Stanca. Ciononostante, la sua pubblicazione volontaria può essere molto consigliabile: crea un canale di dialogo con l’utente, aiuta a gestire le segnalazioni prima che si aggravino e proietta un’immagine di trasparenza e impegno verso l’inclusione digitale.
Le linee guida specificano che queste informazioni devono includere: lo stato di conformità del servizio, le limitazioni note, le misure adottate per garantire l’accessibilità e la dichiarazione esplicita di non utilizzo di tecniche di tracciamento che consentano di dedurre condizioni di disabilità.
Il D.Lgs. 82/2022 prevede che l’azienda fornisca informazioni chiare e accessibili su come il servizio garantisce l’inclusività. È in questa cornice applicativa che le Linee Guida AgID inquadrano il cosiddetto ‘Meccanismo di Feedback’. Predisporre questo canale di contatto è una mossa strategica: permette infatti di gestire internamente le segnalazioni, disinnescando il rischio che l’utente decida di utilizzare il portale ufficiale dell’AgID per notificare potenziali violazioni direttamente all’Agenzia.
5. Rispetta le linee guida AgID con il supporto di Tech4access
In Tech4access affianchiamo le aziende in tutto il processo di adeguamento ai requisiti di accessibilità digitale nel quadro del D.Lgs. 82/2022 e delle linee guida AgID sull’accessibilità.
Attraverso il nostro Servizio Integrato di Accessibilità digitale (SIA®) eseguiamo l’audit iniziale conforme alla EN 301 549, prioritizziamo le non conformità per impatto, sviluppiamo il piano di correzione e affianchiamo il team fino al raggiungimento di un solido livello di conformità.
Il SIA® si articola in quattro fasi, attraverso le quali le organizzazioni possono garantire un’accessibilità mantenuta nel tempo per tutti gli asset digitali e fisici coinvolti dall’EAA e dalla sua conformità normativa.Se la tua azienda ha bisogno di capire come la riguardano queste linee guida o vuole iniziare con una valutazione della propria situazione attuale, puoi contattarci senza alcun impegno. In Tech4access siamo qui per aiutarti a compiere il passo verso la conformità normativa.